Recuperare il territorio e produrre vini di montagna:

la viticoltura eroica di Enrico

Quando abbiamo conosciuto Enrico e ci ha parlato di viticoltura eroica di montagna, pensavamo fosse un’espressione coniata in Val di Susa per i noti legami con il resistente movimento NO TAV.
Invece in un secondo momento abbiamo scoperto che questa terminologia sta proprio ad indicare una viticoltura che si pratica in difficili condizioni ambientali e climatiche, come per l’appunto quelle delle zone montane.

Panorama di Exilles in Val di Susa

Questo tipo di coltivazione della vite ha fatto sì che si sviluppassero tecniche che si adattano all’ecosistema e al territorio, valorizzandone le tipicità.

Enrico è uno dei protagonisti del nostro primo documentario.
Nato e cresciuto a Exilles, una cittadina di montagna nel cuore della Val di Susa, è stato avviato dal padre al lavoro in vigna quando andava ancora a scuola e non aveva ben chiaro cosa volesse dalla vita.
Ogni viaggio inizia con il primo passo, disse qualcuno, e senza andare da nessuna parte Enrico ha in qualche modo intrapreso un percorso di crescita ed apprendimento che lo ha fatto diventare quello che è adesso: un coltivatore diretto e un produttore di vini “di montagna”. A 25 anni è già titolare di un’azienda agricola, Isiya.

Azienda Agricola Isiya

Essendosi avviato in età molto giovane a questo mestiere, Enrico ha avuto la fortuna di poter accedere ai fondi europei per incentivare l’avvicinamento dei giovani all’agricoltura. Inoltre, come lui stesso ci spiega, le rendite dei terreni di montagna sono molto basse e di conseguenza la pressione fiscale risulta essere più sopportabile.

Quello che maggiormente lo differenzia dai protagonisti delle storie che vi abbiamo raccontato in precedenza (Guide Bogianen e Sugo Recycle), è forse proprio la giovane età di Enrico. Come lui stesso ammette, se avesse dovuto iniziare questo percorso superati i trent’anni, non sa se avrebbe avuto ancora fiducia ed energia.
Se si fallisce o si decide di cambiare strada, a 25 anni si può disporre ancora di molte alternative e vie di fuga. La generazione degli over 30 invece deve fare i conti con un rischio molto più alto nel caso di fallimento.

Vino Isiya

Quando lo abbiamo incontrato, Enrico ci ha portati a visitare un suo terreno e ci ha spiegato in cosa consiste nella pratica il suo lavoro. Invece di obbedire ai ritmi imposti da una qualsiasi azienda, quello che deve fare è seguire i cicli delle stagioni e i ritmi della natura. Per avere dei risultati in questo campo, bisogna entrare in una connessione profonda con il territorio, capirne i segreti e cercarne i suoi frutti.

Il lavoro è di certo duro, richiede dedizione e costanza. Ma Enrico si sente protetto dalle sue montagne ed è sereno lontano dalla frenesia del mondo metropolitano.

Exilles è una piccola cittadina che piano piano si sta svuotando. Abbandonate le terre e i mestieri tradizionali, c’è stato il grande esodo verso le città più grandi. Lungo la strada ci sono ancora le insegne delle antiche botteghe.
Enrico se ne rammarica e ci racconta con fierezza che le terre che sta lavorando erano terre abbandonate. Insieme alla sua famiglia le ha riprese, ripulite e riportate a vivere.

L’agricoltura è stata per anni snobbata da chi ambiva a una vita più agiata. Si studiava, si conseguiva un titolo e probabilmente si trovava un lavoro idoneo al percorso di formazione intrapreso.

Cantina Vino Isiya
Qualcosa in più su Enrico...
Qualcosa in più su Enrico...
Enrico è il titolare dell’azienda agricola Isiya di Exilles, una piccola località della Val di Susa. Ha iniziato a lavorare in vigna con padre quando era piccolo aiutandolo nella vendemmia e dopo il diploma al Liceo Scientifico ha deciso di rendere questo hobby una vera e propria occupazione. Essendo molto giovane, Enrico ha potuto accedere ai fondi europei per avvicinare i giovani all’agricoltura e, grazie anche all’appoggio della sua famiglia, a 25 anni ha già un’azienda ben avviata. Enrico ha continuato gli studi, iscrivendosi al corso di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino. Sogna di portare avanti la sua attività tra le montagne di Exilles, dove è nato e cresciuto, ma vorrebbe anche poter avere una porta sempre aperta verso una vita completamente diversa.

Ma i modelli cambiano come i cicli delle stagioni, e adesso non si può dare niente per scontato. Ritornare alla terra potrebbe essere una degna soluzione a questa carenza di lavoro e prospettive?

Il fatto di essersi ripreso il territorio è forse la soddisfazione più grande per Enrico. Lui sa di potersi considerare un privilegiato proprio perché può fare un lavoro che lo gratifica nel posto in cui vuole stare.

Ha raggiunto il suo traguardo senza partire.

2016-11-09T19:17:25+00:00 ottobre 28th, 2015|giovani e lavoro|0 Commenti

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