Una mamma per restauratrice:

Giovanna e la riscoperta della manualità

Nel cuore di San Salvario, uno dei quartieri più dinamici di Torino, tra osterie piemontesi storiche e ristoranti etnici, tra attività commerciali interculturali e nuovi atelier artistici, a due passi dalla piazza del mercato si scorge una bottega che ha un fascino antico e profuma….di carta.
Entrando, tra le luci soffuse, si trova un’esposizione di quaderni ed album con rilegature fantasiose, bijoux, lampade e tanti altri oggetti comuni reinterpretati in chiave artistica.
Tutto rigorosamente fatto di carta prodotta artigianalmente.
Sul retro della bottega si scopre un altro mondo, un po’ più caotico e disordinato, ma che sa di storia, di passato: è il laboratorio di restauro.
Tra colle, pitture e gomme speciali, qui vengono custoditi libri, foto, mappe, stampe di ogni genere, in attesa di essere riportate in vita.

Giovanna e Bianca Maria sono due restauratrici e, se così si può dire, artigiane della carta.
Dopo aver percorso strade diverse, si sono conosciute durante un seminario di restauro del libro antico sull’isola di San Lazzaro, dove sorge il Monastero dei Padri Armeni. Dal 2012 hanno unito le loro competenze e la loro stessa passione condividendo la bottega di Littera Antiqua, occupandosi per l’appunto di restauro cartaceo, legatoria e produzione artigianale di oggetti in carta.
Con loro, protagoniste del nostro progetto sull’artigianato e gli antichi mestieri, abbiamo esplorato le tante sfaccettature del mondo della carta, tra passato e presente, tra tradizione e innovazione creativa.

Vi parleremo delle loro storie in due articoli dedicati al libro, al restauro e alla carta.
Partiamo da Giovanna!

Restauro di un quadro antico

Giovanna si è laureata in Lettere ad indirizzo Artistico presso l’Università di Torino nel 2002.
Non esistendo all’epoca nessun corso specifico e pratico di restauro cartaceo, ha per qualche anno messo da parte la sua curiosità per questo oggetto di studio. Conseguita la laurea, ha avuto diverse esperienze di lavoro in ambito culturale, occupandosi di organizzazione di eventi e promozione editoriale. Per quanto le piacesse e si impegnasse in quello che faceva, Giovanna ci confessa che nel corso delle sue esperienze universitarie e lavorative c’era sempre qualcosa che le mancava: la manualità.

Il libro è stato sempre un oggetto a lei caro, sia come supporto su cui studiare sia come forma d’arte vera e propria. Uno dei suoi desideri è infatti sempre stato quello di poter partecipare al processo di creazione di un libro.
Quando finalmente furono avviati a Torino corsi di legatoria e restauro cartaceo, per esempio presso le scuole San Carlo o l’Associazione Prova e Riprova, Giovanna ha potuto finalmente imparare qualcosa di tecnico e di pratico che potesse regalargli la gioia del poter “usare le mani”. In quel periodo, ci racconta, aspettava il suo primo figlio e frequentava i corsi con pancione a seguito.
Ritrovandosi senza lavoro nel 2009, ha iniziato a prendere in considerazione l’idea di aprire un’attività tutta sua mettendo in pratica quello che aveva imparato durante i diversi anni di specializzazione.

Ma come si produce artigianalmente la carta?

Le ragazze di Littera Antiqua ci hanno svelato la ricetta per creare fogli di carta riciclata, carta marmorizzata e tanto altro.

Apertura dei colori per la carta marmorizzata

Per auto-prodursi carta riciclata il procedimento può apparire semplice ma richiede molta pazienza e dedizione. Innanzitutto, dopo aver preparato una polpa di carta sminuzzando in acqua tiepida fogli di carta usati, la stessa verrà immersa in una bacinella contenente acqua e colla liquida. In seguito, con un setaccio formato da una rete e una cornice rettangolari, si raccoglie la polpa dall’acqua e, ribaltando il setaccio stesso, si depositerà su un foglio di tessuto idrorepellente. Una volta che sarà asciutto, il foglio di carta creato potrà essere staccato. Se si vuole è possibile creare fogli con disegni in rilievo, per esempio utilizzando un filo o un cordicella, o con aromi speciali, spargendo in acqua caffè o foglie di tè. La creatività qui non deve avere limiti!

Questo procedimento ha un certo fascino e di certo è grande la soddisfazione quando si riescono a creare oggetti d’uso con carta auto-prodotta.
D’altra parte non sono molte le persone che possono vantarsi di poterlo fare per lavoro. Lo stesso si può dire parlando del restauro e della legatoria.

Tecnica della carta marmorizzata

Al giorno d’oggi lavorare come restauratore cartaceo è privilegio di pochi, mentre la figura del legatore è quasi scomparsa. Senza contare che la carta scadente con la quale sono prodotti i libri di epoca moderna, nel corso degli anni li porterà letteralmente a sbriciolarsi tra le nostre mani.
Un tempo la carta si produceva con stracci usati ed era molto resistente. Per questo motivo i libri antichi si sono mantenuti in relativamente buone condizioni nel corso dei secoli.
Il diffondersi del libro come bene di consumo di massa e l’avvento della produzione industriale hanno portato a rimpiazzare la carta di cotone con la più economica carta fatta di pasta di cellulosa o legno.

Quale sarà il futuro del nostro patrimonio librario moderno? E dei nostri saperi tradizionali?

Tecnica della carta marmorizzata

Giovanna è mamma di due bambini e come tutte le mamme è preoccupata per quello che potrà essere il loro futuro in questo Paese. Se volessero andarsene dall’Italia non si opporrebbe, d’altronde il mondo è come un libro che insegna tante cose se si ha la possibilità di leggerlo.
Spererebbe però di vederli tornare un giorno, per mettere in pratica qui quello che hanno imparato altrove e per salvare un po’ questo Paese, ormai troppo spesso abbandonato.

E’ un po’ turbata dal fatto che negli ultimi anni la tecnologia sia subentrata con prepotenza e molto velocemente nelle nostre vite, rivoluzionando i nostri modi di interagire, creare e consumare.
Nei vecchi mestieri, nell’artigianato e nella manualità in generale sono conservati saperi e maestranze che fanno parte del nostro patrimonio culturale, ma che influenzano anche il nostro rapporto con il mondo circostante.

Tecnica della carta marmorizzata

A scuola, ci racconta, iniziano a subentrare supporti come il tablet e le lavagne multimediali.
La creatività che si esprime “sporcandosi le mani”, utile per lo sviluppo cognitivo di un bambino, rischia di essere messa da parte, sostituita con altri tipi di sapere legati al mondo virtuale e, forse, in futuro andrà persa. Il saper pigiare il tasto di un computer o di uno schermo, prenderà il posto della gestualità dello scrivere con una penna.

Sarà davvero così?

Qualcosa in più su Giovanna...
Qualcosa in più su Giovanna...
Giovanna è nata nel 1975 a Torino. Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne ad indirizzo artistico presso l’Università di Torino nel 2002. Successivamente ha avuto diverse esperienze professionali in ambito culturale, lavorando per esempio in in gallerie d’arte contemporanea o come impiegata presso una società bolognese che realizzava edizioni di pregio illustrate da artisti contemporanei. Contemporaneamente ha frequentato alcuni corsi di approfondimento e di specializzazione in tecniche di manutenzione conservativa del materiale cartaceo con esperti di legatoria e restauratori professionisti. Rimasta senza lavoro nel 2009 ha deciso di aprire la propria attività come restauratrice. Oggi Giovanna è titolare della bottega Littera Antiqua e insieme alla sua collaboratrice Bianca Maria Bordone si occupa di restauro cartaceo, legatoria moderna e realizzazione di articoli in carta auto-prodotta. Il suo sogno è quello che Littera Antiqua diventi un punto di riferimento cittadino per quanto riguarda il restauro cartaceo. Inoltre le piacerebbe sviluppare dei prodotti che riportino in vita il piacere di usare la carta nella vita di tutti i giorni.

Nonostante i progressi della tecnologia e la velocità con la quale cambiano le cose, forse bisognerebbe imparare a fermarsi un attimo e guardarsi un po’ indietro. Per salvare la nostra cultura.

2016-11-19T18:24:08+00:00 marzo 3rd, 2016|giovani e lavoro|0 Commenti

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