Se il paradiso vuoi trovare un po' devi faticare:

a piedi verso la Baia degli Infreschi

Vi avevamo lasciati a Palinuro, tra le spiagge e le baie che fecero da sfondo ai racconti dell’Odissea e dell’Eneide. Ora ci spostiamo più a sud, raggiungiamo Camerota e ci immergiamo di nuovo nel mito.

Il nome di questa località arriva appunto da Kamaraton, la bellissima ninfa di cui si innamorò il nocchiere Palinuro che, da quello che abbiamo capito, non era di certo baciato dalla fortuna. Pare che la ninfa ignorò completamente l’interesse del povero innamorato, il quale in preda alla disperazione tentò invano di catturare l’immagine della ninfa nell’acqua. Questa volta però la dea dell’amore vendicò l’innamorato respinto e, per punire la crudeltà di Kamaraton, la trasformò in una roccia sulla quale oggi sorge il borgo di Camerota.

Il mare e le spiagge della costa di Marina di Camerota sono degne di una sosta, a partire dalla Calanca, la spiaggia principale della cittadina. La sabbia è chiara e la spiaggia è circondata da suggestivi scogli che le danno quell’aspetto tra il caraibico e il selvaggio. Il promontorio è sormontato da una torre saracena e un percorso sterrato tra rocce e vegetazione vi darà la possibilità di scoprire diverse deliziose calette che, essendo più nascoste, sono anche più intime e rilassanti rispetto alla spiaggia principale. Il mare si colora di incantevoli sfumature di azzurro.

La spiaggia Calanca a Marina di Camerota

Ma la vera perla di questa costa è una baia nascosta che un tempo era luogo di sosta e rifugio per le imbarcazioni. Il suo nome è Baia degli Infreschi ed è raggiungibile solo via mare o attraverso un sentiero di 7 km, andata e ritorno. E’ circondata infatti da strade di proprietà privata quindi teoricamente le macchine non la possono raggiungere.

Considerato il nostro odio per le barche turistiche che inquinano il mare, decidiamo di svegliarci di buon ora per intraprendere il sentiero a piedi verso la baia. Come al solito la sveglia suona molto presto quando ci poniamo obiettivi di questo tipo, ma poi non si sa per quale disfunzione temporale ci troviamo all’inizio del sentiero quando il sole è già alto e cocente.

Dritta di Viaggio

Il sentiero parte alla fine della strada che costeggia la spiaggia principale di Marina di Camerota (lato sud quindi). Si può lasciare la macchina nei pressi del cimitero. Il sentiero è segnalato e varia da strada asfaltata, sentiero a terra battuta. Per molti tratti è esposto al sole quindi, se siete in periodo estivo è altamente consigliato non mettersi in cammino quando il sole è già alto. Non fate come noi, in pratica.

Imboccato l’inizio del sentiero ci dà il benvenuto una bella salita. Poi si passa alla strada asfaltata e in seguito ci si immerge nella brulla vegetazione. Il sole ci picchia sulla testa e man mano che proseguiamo iniziamo a spogliarci e avvolgerci la testa con le rispettive t-shirt. Malediciamo la nostra lentezza nei preparativi mattutini, avremmo dovuto metterci in cammino molto prima!

Lungo il percorso si incontrano altre due cale. La prima è Cala Pozzallo e l’altra è Cala Bianca. Entrambe meravigliose. La tentazione di fare una sosta è molta, ma la strada fino alla Baia degli Infreschi è ancora lunga e decidiamo di proseguire. Dopo circa 2 ore mezza di cammino finalmente scorgiamo dall’alto il nostro Paradiso.

La Baia degli Infreschi

Prima di scendere verso la cala, incontriamo un ragazzo che aveva appena parcheggiato la macchina arrivando da qualche strada sconosciuta.
Noi, stanchi e sudati, ci siamo un po’ risentiti e incuriositi, così abbiamo chiesto al giovane quale strada avesse fatto per arrivare in macchina. La sua spiegazione è stata alquanto vaga; indicandoci un punto indefinito verso le brulle colline, ci ha detto di aver seguito il suo senso della direzione e guidando verso il mare ha trovato la retta via. In pratica, forse senza neanche saperlo, ha utilizzato abusivamente la miriade di sentieri privati dei contadini del luogo.

Ma a noi la fatica piace e arrivare alla Baia degli Infreschi dopo tutta quella strada ha reso tutto più eroico ed emozionante.
Siamo scesi quindi alla splendida cala di ciottoli bianchi, circondata solo da rocce e vegetazione. Il mare ci accoglie con le sue acque cristalline che vanno dall’azzurro allo smeraldo.

Ormeggiata vicino alla riva una barca cucina il pesce fresco e lo serve direttamente in tavolate di legno sistemate sulla spiaggia. Ecco, a noi non andava molto di stare in mezzo agli altri turisti quindi abbiamo pensato a un’altra soluzione. Anche perché al mattino avevamo preparato con cura il nostro pranzo al sacco, un connubio tra carboidrati e proteine: la pasta e fagioli, ever green dei nostri pranzi in spiaggia.

La Baia degli Infreschi

Se avete ancora le gambe per cercare il meglio questo è il nostro consiglio.

Dritta di Viaggio

Non abbiate timore, scavalcate la parete rocciosa sulla sinistra della prima spiaggia che incontrate arrivando dal sentiero. Al di là troverete una minuscola spiaggetta dove se siete fortunati potrete godervi un po' di solitudine, o quasi.

Noi abbiamo trovato altri due eroici escursionisti. C’è stata una comune accettazione perché eravamo arrivati a piedi e avevamo scavalcato la parete che divide le due spiagge della baia. Quindi ci siamo rispettati reciprocamente siglando un tacito accordo di convivenza a breve termine.

La sintonia silenziosa è stata tanta che non appena un barcone di turisti si è avvicinato alla nostra riva li abbiamo cacciati brutalmente, guardandoli con sguardo minaccioso e facendo inequivocabili cenni della mano che stavano a significare: “No no, qui si sta stretti, andate via.”
Solo una coppia di mezza età ha avuto il coraggio di affrontare la nostra aperta anti-socialità e credo si sia trovata fuori luogo tutto il tempo.

La Baia degli Infreschi

Il nome della Baia degli Infreschi deriva dalla particolarità dell’acqua. Infatti le sorgenti che sgorgano dalle rocce sotterranee fanno in modo che in superficie l’acqua rimanga più fredda, mentre sotto resti più calda. Forse dopo una scarpinata di due ore questi dettagli non influiranno sul senso di beatitudine che quel paesaggio incontaminato vi regalerà. L’acqua cristallina sarà come una calamita dalla quale non potrete più separarvi.

E appena vi ricorderete che dovrete camminare altre due ore per tornare indietro, forse una lacrimuccia bagnerà il vostro viso e il pensiero di trasferirvi lì definitivamente solleticherà la vostra mente.

Non ci credete? Non vi resta che allacciarvi le scarpe e provare!

2016-11-08T15:56:25+00:00 settembre 5th, 2016|esplorazioni|0 Comments

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