Dai computer alla liuteria:

il cambio di corde di Carlo

Come avrete capito se avete letto gli articoli precedenti a noi piacciono le storie di quelli che vanno al contrario, controcorrente. Siamo attratti dalle metamorfosi e dalla capacità di reinventarsi delle persone. Dopo essere stati in Valle d’Aosta e aver conosciuto le esperienze di Stefano e Simone, ci spostiamo vicino al mare, in Liguria.

La terza storia sui giovani e l’artigianato che vogliamo raccontarvi è quella di Carlo e la sua liuteria artigianale Lalloguitars.
La sua è una storia che ci piace perché Carlo non solo ha seguito la strada della liuteria cambiando radicalmente lavoro e stile di vita, ma ha anche rinunciato a quel tipo di stabilità che ci insegnano ad inseguire fin da quando siamo bambini: la stabilità che solo un cosiddetto “lavoro fisso” può darti.

Prima di diventare un liutaio Carlo con l’artigianato non aveva niente a che fare. Era infatti un programmatore Java. Non fuggiva da una situazione lavorativa precaria, non si è “inventato” un lavoro perché non aveva altra scelta per sopravvivere. Carlo era impiegato da circa 10 anni con un contratto a tempo indeterminato e avrebbe potuto tranquillamente continuare a fare lo stesso lavoro per tutta la vita, coltivando i suoi hobbies nel tempo libero e facendosi cullare dalla routine. Ma a un certo punto è scattato qualcosa che lo ha portato a cambiare strada.

Manico in lavorazione nella liuteria Lalloguitars

Nato nel 1982 a Savona, Carlo è sempre stato appassionato di musica, iniziando a suonare la chitarra a 15 anni. Questa passione lo ha portato pian piano ad interessarsi alla parte tecnica dello strumento. Con davanti un manuale di costruzione, in compagnia di papà e zio che avevano qualche conoscenza di tecniche di lavorazione del legno, per hobby ha provato a costruire il suo primo strumento. Il corpo di questa chitarra lo conserva ancora e per lui ha un valore immenso, non quantificabile. L’hobby si è trasformato ben presto in passione e nei suoi momenti liberi studiava e si reinventava liutaio.

All’inizio vedeva questa sua passione per la liuteria artigianale come un sogno. Non aveva nessuna nozione e non avrebbe mai pensato di specializzarsi così tanto da poterne davvero fare un lavoro.
La passione a volte ripaga, ma deve andare a braccetto con il coraggio.
Lasciare una via sicura e un lavoro stabile per mettersi in gioco con un’attività propria, non dev’essere stata proprio una scelta semplice, presa da un giorno all’altro. Ma l’idea di passare la propria esistenza davanti a un computer non lo allettava: «Io di qua ci passo una sola volta, passare la vita davanti al computer non mi va’».

Dall’anno 2012 Carlo è titolare di se stesso e gestisce il suo laboratorio artigianale di liuteria moderna a Savona. Non deve più rendere conto a un “capo”, ma solo alla sua commercialista e ai suoi clienti, professionisti del settore musicale o musicisti per diletto. Crea chitarre e bassi elettrici su misura, con materiali di primissima qualità.

Ma che differenza c’è tra uno strumento di fabbrica e uno costruito artigianalmente?

Chiaramente si trovano ottimi strumenti anche nella grande distribuzione, ma il valore aggiunto della lavorazione artigianale sta nel fatto che attraverso il contatto diretto con il cliente è possibile progettare e costruire uno strumento a seconda delle esigenze personali di ognuno.
Il contatto con il cliente è infatti una parte molto importante e stimolante per Carlo, che si diverte a dare consigli.
Di certo in quest’epoca di crisi, la disponibilità economica delle persone comuni è spesso dirottata su beni di prima necessità più che sullo svago. Fortunatamente, scherza Carlo, «la musica è un hobby per malati» e qualche risorsa economica si riesce a tenere da parte per questa passione.

Qualcosa in più su...
Qualcosa in più su...Carlo Carbone
Carlo è nato a Savona nel 1982. Dopo il diploma in ragioneria ha iniziato a lavorare come programmatore Java e nel frattempo coltivava la sua passione per la musica. Si è avvicinato alla costruzione di chitarre insieme al padre e allo zio, per poi farsi coinvolgere sempre di più da questo hobby. Ha frequentato alcuni corsi privati con liutai con esperienza decennale e con il passare del tempo è riuscito a perfezionarsi sempre di più, tanto da pensare di lasciare il suo lavoro ed aprire una propria bottega di liuteria moderna. Dopo 10 anni di lavoro dipendente, nel 2012 Carlo è diventato titolare della sua bottega artigianale, Lalloguitars, che a tutt’oggi è ben avviata. Il sogno nel cassetto è che la sua liuteria possa ingrandirsi e trasformarsi in un negozio con laboratorio artigianale annesso.

D’altra parte, dall’alto sembra esserci poca valorizzazione del lavoro artigianale e incentivi assenti per aprire un’attività di questo tipo. Spesso si sente mormorare di fondi e finanziamenti, ma molto spesso tutto è autofinanziato dalle tasche del privato cittadino che poi si ritrova da solo a fare i conti con cavilli burocratici e tasse.
Secondo Carlo un futuro per la liuteria artigianale può esserci, ma le persone dovrebbero imparare a non accontentarsi di acquistare prodotti di scarsa qualità per risparmiare.

Carlo Carbone pialla il body della chitarra

Inoltre sarebbe importante che lo Stato incentivasse lavori manuali che per anni sono stati snobbati dalle persone. Lo “sporcarsi le mani” dev’essere visto come una cosa buona: «Ok, ti sporchi le mani ma cosa c’è di male? Almeno crei qualcosa. Sono conoscenze che ti sono utili anche nella vita di tutti i giorni».

Nonostante la paura iniziale per aver compiuto il grande salto, Carlo ci sembra un piccolo imprenditore e un artigiano soddisfatto, con un’attività ben avviata che gli porta molta soddisfazione personale. Oltre costruire, assemblare e suonare i propri strumenti, c’è anche il piacere di poter vedere le chitarre e i bassi Lalloguitars suonati da altri.
«Sapere che il cliente sta suonando il mio strumento è una delle mie soddisfazioni maggiori» ci confessa Carlo.

2016-11-16T20:08:13+00:00 gennaio 20th, 2016|giovani e lavoro|0 Commenti

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