Lanzarote

prima tappa sull'isola del fuoco

Andate alle Canarie dicevano, c’è sempre caldo e sole, dicevano.

E così, dopo un lungo inverno nella metropoli torinese, con mappa alla mano abbiamo guardato dall’alto l’arcipelago canario cercando di definire quale delle splendide isole poteva fare più a caso nostro per una breve vacanza lontano dal traffico e dall’umanità. In Italia era marzo e l’estate era ancora lontana, le nostre ossa inumidite dal freddo e dalle piogge avevano bisogno di scaldarsi un po’. Possibilmente in un luogo con scarsa probabilità di pioggia.

La scelta è ricaduta su Lanzarote, l’isoletta più a nord-est dell’arcipelago spagnolo, che dall’immagine di google maps sembra un mucchio di sassolini sparsi nell’oceano. Innanzitutto Lanzarote non è molto grande, quindi è la meta adatta per chi ama esplorare e ha poco tempo a disposizione. Poi il clima dovrebbe essere sempre caldo e soleggiato, poca possibilità di pioggia… tranne se viaggiate in nostra compagnia ovviamente (l’unico giorno caldo è stato quello in cui dovevamo ripartire per l’Italia).

Inoltre Lanzarote è l’isola più “selvatica”, desertica e meno intaccata dal turismo di massa. Non ci sono infatti eco-mostri turistici perché vige il divieto di costruire strutture alte. E’ patria dello scrittore Saramago e di Cesar Manrique, artista contemporaneo molto attivo che ha donato all’isola un tocco artistico “a misura di turista” e a basso impatto ambientale.

E’ infatti l’elemento naturale ad essere unico a Lanzarote. Sembra che i quattro elementi (acqua, aria, terra, fuoco) si fondano creando un paesaggio di colori contrastanti. Proprio seguendo il filo conduttore dei quattro elementi vogliamo raccontarvi Lanzarote, così come l’abbiamo conosciuta noi.

E voi, che camminatori siete? Piccoli inconvenienti di viaggio

Quando siamo arrivati all'aeroporto abbiamo avuto un po' di problemi nel ritirare la nostra macchina in affitto prenotata direttamente al momento dell'acquisto del volo. Al di là dell'ora di coda che abbiamo fatto, il personale dell'agenzia di noleggio si è dimostrato particolarmente aggressivo e voleva costringerci a stipulare un'assicurazione anche se noi l'avevamo già acquistata on line. Non essendo caduti nel tranello, ci hanno minacciato dicendoci che il minimo graffio trovato sull'auto sarebbe stato a nostro carico. Ci hanno quindi consegnato una scheda con il disegno della macchina stilizzato, e abbiamo passato una buona mezz'ora a segnare con una X tutti i graffi già presenti (una miriade!). Tutto questo nel buio del parcheggio, fotografando i danni peggiori e in completa paranoia! In quel momento un'altra coppia italiana di mezza età ci passa vicino, prende la macchina noleggiata (di una qualità nettamente superiore) e sfreccia via senza fare nessuna verifica e segnalazione. Ci hanno anche chiesto cosa stessimo facendo, ma quando lo abbiamo spiegato loro non hanno dimostrato la minima preoccupazione.

Bene, abbiamo ritrovato la coppia al castello di Arrecife (tra l'altro una città abbastanza bruttina), ci hanno riconosciuto loro. Erano arrivati a piedi dal centro della città (un bel po' di camminata) e ce lo hanno raccontato con fierezza, quasi vantandosi: “Perché noi siamo dei camminatoooori” (detto con la lettere O stretta e accento del nord). Neanche il tempo di sentirci delle cacche sfigate perché invece noi avevamo usato la nostra macchina scassata, che hanno continuato:
“Si però ora chiamiamo il taxi per tornare!”. Ah beh. Allora anche noi siamo camminatoooori!!!
Così dal quel giorno questa parola ha assunto un valore quasi filosofico: Camminatore o non camminatore? Questo è il problema!

FUOCO!

Innanzitutto Lanzarote è un’isola vulcanica, la fisionomia è stata plasmata da una serie di violente eruzioni iniziate nell’anno 1730. Esplorando l’isola in sella alla nostra macchina a noleggio, percorrendo strade ampie e dritte senza scorgere anima viva alcuna, abbiamo avuto la sensazione di essere su un altro pianeta. Il paesaggio lunare di terra brulla, le cui sfumature vanno dal nero al rosso, è abbastanza insolito e affascinante. Le montagne di terra rossiccia che fanno da cornice a questa atmosfera, sembrano quasi vecchi bestioni dormienti, sotto cui ribolle ancora il fuoco e sopra i quali i raggi del sole si adagiano creando particolari giochi di luce.

Strada lunga nel paesaggio tipica di Lanzarote

Visitare il Parco Nazionale Timanfaya è una tappa obbligatoria per rendersi conto di quanto la forza della natura possa essere stravolgente. E’ possibile visitarlo attraverso dei tour organizzati in autobus, che accompagnano i turisti tra le montagne vulcaniche trasmettendo anche una particolare musica stile “2001. Odissea nello spazio”. Sembra quasi di essere astronauti in esplorazione su Marte e infatti non a caso proprio qui Kubrick girò alcune scene del suo famoso film.

Per i più coraggiosi vi è anche la possibilità di scegliere dei tour di trekking, ma non è stato il nostro caso.

Tornati alla base dopo il tour, è possibile assistere ad alcuni spettacolini che dimostrano quanto sia calda la terra sotto la superficie. Inoltre, un ristorante propone piatti di carne arrostita direttamente con il calore della terra che risale da una specie di pozzo sul quale è posizionata la griglia. Ovviamente si tratta di una “turistata” ma come non cedere alla tentazione di provare delle profumate cosce di pollo cucinate con il calore di un vero vulcano?

Sono quelle cose che poi puoi raccontare ad amici, parenti ed eventuale prole come se fossi il più figo del mondo!

Parco Nazionale del Timanfya a Lanzarote

TERRA!

Lanzarote è anche terra! Tanta terra sotto forma di rocce vulcaniche, di sabbia che il vento fa volare negli occhi…ma anche terra nera di coltivazioni. E cosa mai si potrà coltivare su una terra quasi mai bagnata dalla pioggia, una terra arida di formazione vulcanica? Beh, gli abitanti dell’isola hanno necessariamente dovuto trovare una soluzione agricola per dominare quella natura così selvatica. E oltre agli innumerevoli cactus di aloe vera e alle patate, la vera chicca dell’isola è stata probabilmente la coltivazione della vite e la conseguente produzione di vino.

Allontaniamoci dall’immagine delle vigne delle Langhe che scendono lievi dalle colline, per scoprire un’altra particolare tipologia di viticoltura. Il territorio dell’isola in cui avviene questa attività produttiva prende il nome di La Geria. Le vigne consistono in scavi circolari nella terra nera, ognuno dei quali ospita una pianta di vite, protetta dal vento grazie a dei muretti in pietra. Da queste vigne nella terra vulcanica nasce la Malvasia, un vino che potete degustare visitando le tante cantine a disposizione che propongono dei tour con degustazione di vino e formaggi.

La Geria e i vigneti di Lanzarote

Cosa succede quando fuoco e terra si incontrano?

Probabilmente il luogo che più risponde a questa domanda è la Cueva de los verdes, una grotta che si è formata dal tubo lavico creato dall’eruzione del vulcano Monte Corona. Le sue viscere si snodano in una serie di gallerie sovrapposte che ospitano lagune sotterranee. Si dice che questo posto è stato rifugio per gli abitanti di Lanzarote durante gli attacchi dei pirati. La visita di questa grotta è altamente consigliata e ci sentiamo di dire che lo scherzo finale proposto dalle guide sarà in grado di farvi concludere l’esplorazione a bocca aperta…ma non possiamo svelarvi il segreto perché non vogliamo privarvi dall’effetto sorpresa nel caso vi capitasse di andarci!

Durante il nostro tour sotterraneo eravamo stati rincuorati dall’affermazione della guida che ci parlava della natura desertica dell’isola; il fatto che non piova quasi mai permette alla grotta di mantenere la sua particolare conformazione.
E’ forse quindi l’isola ideale per noi, portatori sani di pioggia?

Ecco…beh….Una volta usciti dalla grotta …in effetti…ha iniziato a piovere!
In questo caso il tour della Malvasia potrebbe tornarvi utile!

La Cueva de los Verdes a Lanzarote
2017-07-19T10:07:53+00:00 luglio 19th, 2017|esplorazioni|0 Commenti

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