Come Enea nei mari del Cilento:

remando alla ricerca delle baie nascoste

Il Cilento non è il Salento. Malgrado l’assonanza del nome, non sono neanche parenti lontani. Il Salento è diventato ormai meta massiva di turismo, attraendo con le sue bellissime spiagge e i ritmi pizzicati orde di vacanzieri da ogni dove.
Il Salento sappiamo tutti dove si trova, in Puglia.

E il Cilento?
Il Cilento se ne resta in disparte, quasi in silenzio, nel sud della Campania. Molti turisti, soprattutto delle zone limitrofe, lo scelgono come meta per le loro vacanze. Ma per il momento si sta salvando dal turismo di massa internazionale e, detto tra noi, ne siamo felici.

Eppure il Cilento è una vera meraviglia. Non a caso questa subregione della provincia di Salerno è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Non a caso queste terre hanno ispirato le narrazioni di scrittori e poeti, a partire dai greci e romani che hanno scelto il Cilento come ambientazione dei loro miti. Il più famoso è proprio quello legato all’Odissea. Pare infatti che la famosa isola delle sirene dalle quali Ulisse riuscì a fuggire fosse proprio l’isoletta di fronte a Punta Licosa.

Inseguendo l’atmosfera creata da questi miti, facciamo tappa a Palinuro e Marina di Camerota, due conosciute località della costa, e come al solito ci mettiamo alla ricerca degli angoli di paradiso che questa zona ci offre.

Vicino alla spiaggia Arco Naturale di Palinuro

Partiamo da Palinuro.
Il nome di questa cittadina arriva per l’appunto dalla penna di Virgilio e il suo poema Eneide. Palinuro era il nocchiero di Enea e, diciamolo, fece una brutta fine. Mentre la flotta navigava proprio di fronte al tratto di terra che oggi conosciamo come Cilento, Palinuro si addormentò e cadde in mare. Vi restò naufrago tre giorni, prima di toccare terra ed essere ucciso barbaramente dalla popolazione locale. Così si era compiuto il sacrificio per il dio Nettuno, che in cambio di una vittima avrebbe protetto la flotta durante il viaggio.

La spiaggia più vicina al centro di Palinuro è quella ai piedi di un maestoso arco naturale. La balneazione e la sosta su questo tratto di spiaggia sarebbe vietato per motivi di sicurezza. Sembra infatti che qualche volta pezzi di roccia franino con il rischio di colpire mortalmente qualcuno e nessuno si è ancora preoccupato di mettere la zona in sicurezza. Solo un cartello e una recinzione facilmente scavalcabile mettono in guardia i bagnanti dal pericolo.
In realtà nessuno rispetta questo divieto, di conseguenza non lo abbiamo fatto neanche noi.

Per raggiungere questa suggestiva spiaggia bisogna arrivare fino alla foce del fiume Mingardo seguendo semplicemente le indicazioni che portano all’Arco Naturale. Anche le altre spiagge limitrofe non sono niente male e aspettare il tramonto sul bagnasciuga che si affaccia su un piccolo isolotto è assolutamente consigliato.

Baia del Buon Dormire a Palinuro

La vera perla nascosta di Palinuro è la Baia del Buon Dormire, una piccola cala di sabbia fine e dorata, incastonata tra la scogliera che si specchia in un mare color smeraldo. Purtroppo l’accesso via terra è stato “privatizzato” da un Residence, rendendo questa spiaggia privilegio di pochi. Ingiustamente, diciamo noi.

Parentesi polemica.

Siamo assolutamente contrari alla privatizzazione dei luoghi comuni, alla svendita delle bellezze del territorio alle attività private che vi lucrano sopra, impedendone tra l'altro la fruizione a coloro che non sono clienti o villeggianti.

Essendo il sentiero chiuso dalla proprietà privata noi, come altri temerari esploratori, non ci siamo dati per vinti e abbiamo escogitato un altro modo per raggiungerla. Vi sveliamo il nostro piccolo segreto.

Dritta di Viaggio

Per raggiungere la Baia del Buon Dormire, abbiamo raggiunto la spiaggia della Marinella a Palinuro (la quale tra l'altro è comunque molto bella) e abbiamo affittato una canoa. Con zaino in spalla abbiamo remato per diversi minuti nelle acque cristalline, fino a “girare l'angolo” della parete di roccia che divide la spiaggia normale dalla caletta. Ed eccoci nella Baia.
Un'altra alternativa è quella di affidarsi ai servizi di navetta delle barche a motore per turisti, ma noi siamo contrari all'utilizzo di questo tipo di mezzi perché riteniamo siano inquinanti ed invasivi.

Quando arriverete trionfanti e fieri con la vostra canoa o il vostro pedalò, probabilmente i clienti dell’Hotel vi guarderanno storto dall’ombrellone, ma per quanto ci riguarda a noi fa solo che piacere non ricevere l’approvazione della massa.

In canoa verso la Baia del Buon Dormire a Palinuro

A questo punto, parcheggiato il bolide aiutati da altri turisti avventurieri, e indossate le scarpine da roccia (compagne fedeli dei nostri viaggi) non si può che non godersi al meglio le acque cristalline della Baia che si affaccia sullo scoglio del Coniglio e circondati da rocce ricche di vegetazione.
E se volete, potete provare a capire perché si chiama Baia del Buon Dormire.

Panorama della spiaggia del Buon Dormire a Palinuro

La prossima tappa del nostro viaggio all’insegna dei racconti epici del Cilento ci spinge più a sud. Seguiteci perché vi accompagneremo in una delle Baie più belle d’Italia…e a piedi ovviamente!

2016-11-09T12:24:51+00:00 agosto 25th, 2016|esplorazioni|2 Comments

2 Commenti

  1. cristinadipietro agosto 26, 2016 al 23:38 - Rispondi

    Baia del buon dormire… per una dormigliona come me è già amore sulla fiducia! eheheh

    • Nimium novembre 8, 2016 al 21:13 - Rispondi

      Occhio a non addormentarti in kayak mentre arrivi alla baia 🙂 anche se alla spiaggia degli infreschi però si dorme meglio!

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